RACCOLTA DIFFERENZIATA – Una proposta di capitolato per rendere effettiva l’economia CIRCOLARE

RACCOLTA DIFFERENZIATA – Una proposta di capitolato per rendere effettiva l’economia CIRCOLARE

La scorsa settimana abbiamo voluto aprire un dibattito nella mia Tropea su delle linee guida che, riteniamo, debba NECESSARIAMENTE contenere un bando per una raccolta rifiuti veramente efficace. Questo argomento non è attinente solo all’ecologia: è centrale nel cambiamento di paradigma dal capitalismo liberista e individualista verso il modello del mercato regolarizzato e CIRCOLARE.

Le maggiori proposte sono:
1 – Codice identificativo dell’utente sui bidoni
2 – Almeno il 40% del ricavato della vendita del materiale va a l Comune
3 – Penalità alte alla ditta che non arriva a riciclare il 65% dei rifiuti
4 – Divieto per la ditta di avere interessi economici negli impianti di smaltimento
5 – Trasparenza dati on line di raccolta
6 – Servizio isole ecologiche per attività commerciali.

COS’E’ ECONOMIA CIRCOLARE: non solo ambiente ma modello di vita MODELLO LINEARE-INDIVIDUALISTA: nessuno si aspetta vantaggi SICURI dal suo prossimo oltre la semplice transazione del momento. Dunque cerca di ottimizzare i guadagni fregandosene delle esternalità (esternalità = effetti che l’attività di un’unità economica esercita, al di fuori delle transazioni di mercato, sulla produzione o sul benessere di altre unità). Abbiamo così: utenti che fanno male la raccolta differenziata cullandosi perchè tanto la TARI si abbassa grazie ai pochi volenterosi; Comuni che risparmiano lavoro scrivendo capitolati pessimi per la raccolta rifiuti; ditte appaltatrici che risparmiano lavoro facendo male la raccolta anche perchè spesso sono collegate economicamente agli impianti di smaltimento (o agli inceneritori) a cui conviene un materiale più laborioso da smaltire.

Modello CIRCOLARE – regolarizzato dal pubblico: le esternalità positive diventano un PREMIO dentro lo stesso mercato, quelle negative un DEMERITO. Abbiamo così: utente che massimizza la differenziata perchè sa che pagherà meno TARI grazie ai codici di riconoscimento; Comuni che sanno di risparmiare sugli acquisti perchè abili ad acquistare all’ingrosso materiale riciclato prodotto localmente (c’è una legge, da potenziare, che obbliga ad acquistare circa il 50% di commesse ecocompatibili); ditte di raccolta che sanno che se non raggiungono il 65% legale di differenziata saranno estromesse dall’appalto; impianti di smaltimento e riciclo locali che sanno che, poichè non sono più pochi e monopolistici grazie alle politiche industriali Statali, se massimizzano il riciclo avranno commesse fisse assicurate dai Comuni, altrimenti questi andranno da altri.

Il video dell’incontro:
https://www.youtube.com/watch?v=0x2sGf6InUA&t=1334s


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